Gli uffici

La sala del Vicario, oggi ufficio del Presidente della Magnifica, ha uno stupendo soffitto a cassettoni intagliati, una biblioteca di circa duemila volumi di interesse tizianesco e numerosi cimeli storici della Comunità.

Il soffitto a cassettoni intagliati, restaurato e impreziosito nel 1862 dallo scultore zoldano Valentino Panciera Besarèl , racchiude al centro un imperioso stemma del Cadore, racchiuso fra quattro angioletti. Sulle pareti sono esposti due ritratti, opera di Tomaso Da Rin da Vigo di Cadore: uno raffigura Giovanni De Donà, sacerdote e storico cadorino, l’altro l’abate Giuseppe Ciani.

Nella sala del Cancelliere, attorno al soffitto vi sono quaranta nicchie con trentadue teste di illustri cadorini, scolpite in legno dallo zoldano Valentino Panciera detto Basarel (1829-1902). Otto sono vuote.

Sopra il caminetto è appesa la copia di un’originale mappa di Leonardo Barnabò che attesta l’attività della fluitazione del legname. E’ un documento curioso del 1604 in cui nei torrenti si vedono nuotare le trote, nel Piave degli uomini che guidano le zattere e nelle foreste i caprioli pascolare. A monte di Auronzo è simboleggiata la foresta di Somadida regalata, nel 1463, dai Cadorini a Venezia e perciò detta “bosco di San Marco”. Ci sono quasi tutti i paesi del Cadore, anche se alcuni risultano collocati con qualche approssimazione topografica.

Un bel lampadario centrale scende da un grande campo intagliato. Tutt’intorno corre la scritta in caratteri dorati: LA PATRIA UNISCE INSIEME LE SUE PIU’ CARE MEMORIE 1864.

* I testi sono tratti da “LA MAGNIFICA COMUNITA’ DI CADORE E I SUOI PALAZZI STORICI” di Mario Ferruccio Belli, riscritti da Mariagrazia Petroni.





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