LA MADONNA DEI VECELLIO

Dettagli dell'evento:

  • quando: 02-07-2022 | 19-09-2022
  • dove: CASA NATALE DI TIZIANO VECELLIO
  • info: 0435 32262

Sono l’aura e il fascino di antiche presenze a emozionare il visitatore che si addentra nelle stanze, un tempo vissute da uomini e donne che hanno lasciato al mondo grandi tracce del loro ingegno. Per animare questo luogo si sono voluti dunque rievocare affetti e familiari che – s’immagina – fossero presenti dentro queste solide
mura, cinque secoli or sono, ovvero quando Tiziano vide la luce e quando visse, giovanissimo, prima di scendere con il fratello Francesco in Laguna. Gli stessi spazi che lo accoglieva ogni qual
volta ritornava in patria quando legami, impegni e affari lo richiamavano. Cento anni fa questo arcaico edificio veniva riconosciuto Monumento Nazionale dalla nazione italiana (Regio Decreto 17 dicembre 1922, n. 1725). Dopo essere stato acquisito nel 1926 dalla Magnifica Comunità di Cadore da un privato proprietario e restaurato nel 1931, è stato ininterrottamente aperto alla fruizione pubblica, assumendo anche la funzione di serbatoio di memorie culturali e di assidua fucina di iniziative, nel nome del figlio più grande. La felice e ormai consolidata collaborazione con le Gallerie degli Uffizi ha consentito anche quest’anno, con la prestigiosa opera in esposizione, di “ricomporre nell’abitazione” la cerchia famigliare dei Vecellio, con il fratello Francesco, i figli Orazio, Lavinia e Pomponio nonché il nipote Marco: un clan che non è solo una riproposizione, ma, verosimilmente, anche una nuova occasione di studio e di ricerca. Il dipinto della Madonna della Misericordia, anche se sviluppato da Tiziano su precisa commissione di Guidobaldo II della Rovere, duca di Urbino, per peculiarità quali l’iconografia e il dettaglio dei volti, in realtà rimanda agli affetti originari. Con le diligenti attestazioni documentarie fornite per la prima volta dallo storico dell’arte Georg Gronau, l’opera va collocata come uno degli ultimi lavori del Cadorino (1573- 1574), che chiuderà la sua laboriosa vita terrena di lì a poco, nel 1576. Con la presenza del dipinto originale e del contesto espositivo, la casa di Tiziano oggi rivive l’atmosfera della fine del XVI secolo e pare quasi di sentir riecheggiare voci antiche di un affettuoso, saldo vincolo famigliare.